Chiamalo rap, chiamala poesia,
chiamala arte,
chiamala come cazzo di pare,
sono parole e cosa vuoi che sia.
Ciò che stai leggendo,
non è una filastrocca,
intendo?
Capito, uso le dita e non la bocca.
Le pesto con forza sulla tastiera,
per dar libero sfogo alla mia creatività,
e dimostrare a me stesso
che in fondo non sono una nullità.
Già hai ragione,
con l’arte non si fa un soldo,
ma chi è quel coglione
che va dicendo che sono così sciocco?
Io ho sempre studiato,
ma dal tempo mi sentivo fregato,
allora ho deciso di lavorare
ed ho sempre lavorato.
Poi la vita ti impone delle scelte da fare,
cambiai lavoro per non farmi sfruttare,
ma sono stato sfruttato lo stesso,
usato e gettato nel cesso.
Ora sono un disoccupato,
più o meno,
lavoro nove ore a settimana,
ovviamente sempre a nero.
E se dici che tu nella vita non hai rimpianti,
io non ti credo, bello, tu non mi incanti…
Adesso passo le giornate davanti allo schermo,
mandando curriculum e componendo rime per assecondare il mio cervello,
che pensa continuamente,
proiettando immagini di un futuro incerto,
perché effettivamente,
tutto ormai è stato compromesso.
Francesco Favia
martedì 20 maggio 2008 ore 17:00
http://ciscofavia.blogspot.com/
www.nonsolocronache.com
sabato 29 agosto 2009
Essere immondo
A grande richiesta,
mi accingo a declamare le gesta
di un essere immondo,
dalle pulzelle chiamato a’ stronzo,
e non lo faccio perché mi sento un paladino,
lo faccio in nome dell’arte e delle donne,
capito mi hai, cretino!?
Io del gruppo sono il giullare,
mentre tu sei lo sfigato, ahi te, compare.
Stai fermo con le mani, quella è una mia amica,
non lo vedi che con te
non si diverte mica.
Sai, io vivo nell’ombra,
ma come per magia,
grazie agli amici ho sprazzi di allegria
e la serata la faccio diventare gioconda
e via.
Via sulla strada,
alla ricerca di un locale,
sei solo in macchina?
Cos’è ti ha preso male!???
Ma cosa provi, cosa ti stanchi,
lascia stare, fatti da parte, appartati,
non lo sai che le donne si trattano con i guanti?
Dai bello, ascolta uno che usa il guanto
da quando
non aveva neanche i peli avanti.
Arrivi nel locale,
hai caldo e manco stessi male,
pretendi che il titolare,
ti accenda l’aria condizionata,
beh… guarda…
vai a cagare.
Hai deciso questa sera
di puntare sulla cameriera?
Stattene a casa
e fatti un salto oltre la ringhiera.
Nel vuoto scoprirai la sensazione
che si prova nel scopare,
un vortice di adrenalina,
prima di arrivare.
Prendi al volo questo accendino
e fatti questo spino,
così ti rilassi un pochino,
sei troppo teso, sai…
è così, poi, che si finisce nei guai.
Hai mai affrontato l’ira di una persona paziente,
dai su dimmelo, perdente!
Quando la pazienza la perde,
la sua faccia non diventa verde,
ma il mansueto ti cambia i connotati facendoti diventare avvenente.
Tu mi hai mandato male per l’ennesima volta,
ora assaggerai le conseguenze, ti tocca stavolta.
Ti aspirerò e ti soffierò via,
e se avanza qualcosa di te,
sai che c’è?
C’è che scatarrerò
e fuori ti sputerò,
e quando ti avrò finito,
caro rincoglionito,
ti getterò
e ti calpesterò.
E se questo dissing
non sarà servito,
ti aspetto sul ring,
si sa,
sono un ragazzo di strada,
amico.
Francesco Favia
martedì 20 maggio 2008 ore 1:00
http://ciscofavia.blogspot.com/
www.nonsolocronache.com
mi accingo a declamare le gesta
di un essere immondo,
dalle pulzelle chiamato a’ stronzo,
e non lo faccio perché mi sento un paladino,
lo faccio in nome dell’arte e delle donne,
capito mi hai, cretino!?
Io del gruppo sono il giullare,
mentre tu sei lo sfigato, ahi te, compare.
Stai fermo con le mani, quella è una mia amica,
non lo vedi che con te
non si diverte mica.
Sai, io vivo nell’ombra,
ma come per magia,
grazie agli amici ho sprazzi di allegria
e la serata la faccio diventare gioconda
e via.
Via sulla strada,
alla ricerca di un locale,
sei solo in macchina?
Cos’è ti ha preso male!???
Ma cosa provi, cosa ti stanchi,
lascia stare, fatti da parte, appartati,
non lo sai che le donne si trattano con i guanti?
Dai bello, ascolta uno che usa il guanto
da quando
non aveva neanche i peli avanti.
Arrivi nel locale,
hai caldo e manco stessi male,
pretendi che il titolare,
ti accenda l’aria condizionata,
beh… guarda…
vai a cagare.
Hai deciso questa sera
di puntare sulla cameriera?
Stattene a casa
e fatti un salto oltre la ringhiera.
Nel vuoto scoprirai la sensazione
che si prova nel scopare,
un vortice di adrenalina,
prima di arrivare.
Prendi al volo questo accendino
e fatti questo spino,
così ti rilassi un pochino,
sei troppo teso, sai…
è così, poi, che si finisce nei guai.
Hai mai affrontato l’ira di una persona paziente,
dai su dimmelo, perdente!
Quando la pazienza la perde,
la sua faccia non diventa verde,
ma il mansueto ti cambia i connotati facendoti diventare avvenente.
Tu mi hai mandato male per l’ennesima volta,
ora assaggerai le conseguenze, ti tocca stavolta.
Ti aspirerò e ti soffierò via,
e se avanza qualcosa di te,
sai che c’è?
C’è che scatarrerò
e fuori ti sputerò,
e quando ti avrò finito,
caro rincoglionito,
ti getterò
e ti calpesterò.
E se questo dissing
non sarà servito,
ti aspetto sul ring,
si sa,
sono un ragazzo di strada,
amico.
Francesco Favia
martedì 20 maggio 2008 ore 1:00
http://ciscofavia.blogspot.com/
www.nonsolocronache.com
Etichette:
ciscofavia.blogspot.com,
dissing,
Essere immondo,
rime,
ring,
www.nonsolocronache.com
lunedì 10 agosto 2009
Morte perpetua
Quel che scrive è il mio ectoplasma,
che irrefrenabilmente devasta,
sputando una catasta
di parole che creano quella sostanza
che quasi ti uccide come un’asma.
Prosciugato, senza vita,
affronto questa salita,
che pian piano mi affatica,
e questo inasprimento
giova al mio tormento,
unguento
d’argento,
in questa morte senza tempo.
Francesco Favia
lunedì 19 maggio 2008 ore 2:20
http://ciscofavia.blogspot.com/
http://www.nonsolocronache.com/
che irrefrenabilmente devasta,
sputando una catasta
di parole che creano quella sostanza
che quasi ti uccide come un’asma.
Prosciugato, senza vita,
affronto questa salita,
che pian piano mi affatica,
e questo inasprimento
giova al mio tormento,
unguento
d’argento,
in questa morte senza tempo.
Francesco Favia
lunedì 19 maggio 2008 ore 2:20
http://ciscofavia.blogspot.com/
http://www.nonsolocronache.com/
Gagliarda goliardia
Dato che in Italia non si legge
é meglio che mi presento a Riccardo,
che col coso che ho,
mi offrirebbe sicuramente un contratto da un miliardo.
E la notte non riesco a dormire,
perché troppa è la voglia de scrive.
In testa bombardano rime,
che non mi lasciano fare una dormita,
manco fossi Fabri Fibra
e intanto qui sul web
ci-ci-ci copiano
per citare
il succitato Fibroga
che già lo sapeva insieme a suo fratello
che il talento,
quella droga,
è solo un tranello
da rimpiangere a vita,
ma non possiamo far altro che usare questa vetrina,
che per il talento è l’unica via d’uscita,
e all’amico Geryl Mc
sta prepotentemente uscendo alla rivalsa,
e sono contento sì
di esser stato tra i primi a farlo emergere dalla massa.
Geryl è in gamba.
Il talento, quella manna,
quando c’è, è evidente,
fa evidenziare come tra migliaia di gente
sei sopra una spanna.
Io gli chiesi un’intervista
E lui, grande,
me la concesse.
Dopo un po’ di tempo,
gliela chiese un giornalista vero,
ma Geryl la testa non se l’è montanta, dico davvero!
Ed io vorrei fare un appello a quel giornalista che lo ha intervistato,
che sicuramente avrà letto il mio articolo e la mia intervista, prima di averlo incontrato,
perché non dà una mano anche a me per farmi mettere in vista?
Oppure mettesse una buona parola in redazione,
guarda che so scrivere,
non sono mica un cialtrone.
I complimenti della gente mi lusingano,
allora mi domando,
ma sono io che questo talento se lo sta fumando?
E tra la voglia di cambiare la vita
e lasciare tutto com’è,
dovrei scegliere di dare energia
ad entrambe le cose, vedi te,
che stronzata,
non ditelo a me,
ditelo a chi ha scritto questa cagata,
che sarà stato anche pagato,
e qualche tecnico della Vodafone
me l’ha mandato;
si trattatava
del messaggino quotidiano
dello zodiaco,
ma l’astrologia è un’altra montatura,
e li mortacci di Fox
che mise il mio segno al primo posto
nell’oroscopo del 2008,
ma è da quando è iniziato
questo anno
che la sfiga mi sta assediando,
facendomi perdere la fidanzata e anche il posto, ancora lo sto gastemando!
Ed io che ho sempre il cervello che me scureggia,
come diceva il grande Alvaro,
continuerò a scrivere, maneggia,
almeno fino a che il destino mio non diventi meno amaro.
E adesso, cosa vuoi che ti dica,
mi lascio sconvolgere dalla vita,
più di quanto faccia la nicotina.
Ora basta, non mento mica,
questa puttanata in versi è davvero finita.
domenica 18 maggio 2008 ore 11:00
http://ciscofavia.blogspot.com/
http://www.nonsolocronache.com/
é meglio che mi presento a Riccardo,
che col coso che ho,
mi offrirebbe sicuramente un contratto da un miliardo.
E la notte non riesco a dormire,
perché troppa è la voglia de scrive.
In testa bombardano rime,
che non mi lasciano fare una dormita,
manco fossi Fabri Fibra
e intanto qui sul web
ci-ci-ci copiano
per citare
il succitato Fibroga
che già lo sapeva insieme a suo fratello
che il talento,
quella droga,
è solo un tranello
da rimpiangere a vita,
ma non possiamo far altro che usare questa vetrina,
che per il talento è l’unica via d’uscita,
e all’amico Geryl Mc
sta prepotentemente uscendo alla rivalsa,
e sono contento sì
di esser stato tra i primi a farlo emergere dalla massa.
Geryl è in gamba.
Il talento, quella manna,
quando c’è, è evidente,
fa evidenziare come tra migliaia di gente
sei sopra una spanna.
Io gli chiesi un’intervista
E lui, grande,
me la concesse.
Dopo un po’ di tempo,
gliela chiese un giornalista vero,
ma Geryl la testa non se l’è montanta, dico davvero!
Ed io vorrei fare un appello a quel giornalista che lo ha intervistato,
che sicuramente avrà letto il mio articolo e la mia intervista, prima di averlo incontrato,
perché non dà una mano anche a me per farmi mettere in vista?
Oppure mettesse una buona parola in redazione,
guarda che so scrivere,
non sono mica un cialtrone.
I complimenti della gente mi lusingano,
allora mi domando,
ma sono io che questo talento se lo sta fumando?
E tra la voglia di cambiare la vita
e lasciare tutto com’è,
dovrei scegliere di dare energia
ad entrambe le cose, vedi te,
che stronzata,
non ditelo a me,
ditelo a chi ha scritto questa cagata,
che sarà stato anche pagato,
e qualche tecnico della Vodafone
me l’ha mandato;
si trattatava
del messaggino quotidiano
dello zodiaco,
ma l’astrologia è un’altra montatura,
e li mortacci di Fox
che mise il mio segno al primo posto
nell’oroscopo del 2008,
ma è da quando è iniziato
questo anno
che la sfiga mi sta assediando,
facendomi perdere la fidanzata e anche il posto, ancora lo sto gastemando!
Ed io che ho sempre il cervello che me scureggia,
come diceva il grande Alvaro,
continuerò a scrivere, maneggia,
almeno fino a che il destino mio non diventi meno amaro.
E adesso, cosa vuoi che ti dica,
mi lascio sconvolgere dalla vita,
più di quanto faccia la nicotina.
Ora basta, non mento mica,
questa puttanata in versi è davvero finita.
domenica 18 maggio 2008 ore 11:00
http://ciscofavia.blogspot.com/
http://www.nonsolocronache.com/
Vivo per la f***
Disperso dentro me stesso,
vomito parole su questa tastiera,
scrivendo una poesia
e firmandola Francesco Favia,
e se poi leggendola ti piace,
di certo non è colpa mia.
Descrivo angoscie e frustrazioni,
e non mi dire che tu provi le stesse emozioni…
Ma guarda un po’,
siamo uguali,
tutti con dei sogni,
tutti con delle aspirazioni,
tutti con delle emozioni,
ci lasciamo abbandonare alla deriva
in questi allucinanti soggiorni
trascorsi in lunghi giorni
a pensare se l’anima sia ancora viva.
E mi faccio toccare l’anima dalla gente,
così potrò accorgermi se ancora respira,
e se non è giacente,
sicuramente ispira,
a me o a qualche altro demente,
che con le parole si diverte.
Ma alla fine queste parole di un perdente,
rimangono lì,
e per il mondo sono niente.
Non mi resta che andare via di qui,
uscire
e far finta di gioire,
facendomi dosi di vita,
ammettendo che l’unica cosa che adoro
è la f***.
Francesco Favia
domenica 18 maggio 2008 ore 5:57
http://ciscofavia.blogspot.com/
www.nonsolocronache.com
vomito parole su questa tastiera,
scrivendo una poesia
e firmandola Francesco Favia,
e se poi leggendola ti piace,
di certo non è colpa mia.
Descrivo angoscie e frustrazioni,
e non mi dire che tu provi le stesse emozioni…
Ma guarda un po’,
siamo uguali,
tutti con dei sogni,
tutti con delle aspirazioni,
tutti con delle emozioni,
ci lasciamo abbandonare alla deriva
in questi allucinanti soggiorni
trascorsi in lunghi giorni
a pensare se l’anima sia ancora viva.
E mi faccio toccare l’anima dalla gente,
così potrò accorgermi se ancora respira,
e se non è giacente,
sicuramente ispira,
a me o a qualche altro demente,
che con le parole si diverte.
Ma alla fine queste parole di un perdente,
rimangono lì,
e per il mondo sono niente.
Non mi resta che andare via di qui,
uscire
e far finta di gioire,
facendomi dosi di vita,
ammettendo che l’unica cosa che adoro
è la f***.
Francesco Favia
domenica 18 maggio 2008 ore 5:57
http://ciscofavia.blogspot.com/
www.nonsolocronache.com
Iscriviti a:
Post (Atom)

